La principessa sul pisello. Una storia riscritta su una sciarpa da una donna

E’ stato un po’ di tempo fa, quando qualcuno mi chiese quale fosse la mia favola preferita che ho iniziato a pensare di creare una sciarpa su “La principessa sul pisello”.

Sono cresciuta a pane, marmellata e fiabe, forse un po’ troppa marmellata e sicuramente troppe fiabe, colpevole una famiglia intera, mia madre me le raccontava, mia nonna me le leggeva, mio padre me le recitava ed io sognavo il mio principe, inconsapevole che fosse una specie oramai in completa via di estinzione.

Non nego di essere sempre stata un’ accanita fan del lieto fine, ma mentre Cenerentola, Biancaneve, la bella addormentata nel bosco e tante altre, avevano avuto il finale che meritavano, non sono mai stata certa che lo stesso valesse per la principessa sul pisello.

Da bambina non capivo come un pisello sotto tutti quei materassi potesse turbare il sonno di qualcuno e, consapevole che non avrebbe mai turbato il mio, non avrei mai meritato di sposare un principe.

Adesso che mi sento abbastanza grande per ribellarmi anche alle fiabe, ho pensato, non solo di creare una sciarpa che vedesse “La principessa sul pisello” come protagonista, ma addirittura di riscriverne la storia, a modo mio, come penso sarebbero andate le cose se l’avesse scritta una donna invece di un uomo e soprattutto immaginando il genere di storia che vorrei leggere un giorno a mia figlia.

La Principessa sul Pisello (di Martina Olivia Bondi)

C’era una volta un principe, bello, atletico e con un sorriso ammaliante.

Nonostante fosse un grande amatore, il principe non aveva alcuna intenzione di sposarsi.

Giunto il suo quarantesimo compleanno, la regina decise che era tempo di trovargli una sposa, ma non una sposa qualunque, il principe meritava una vera principessa.

Cosí il principe, scelse dal suo parco auto, una Ferrari rossa fiammeggiante e per mesi cercò la sua principessa “ovunque”, tra i tavoli dei locali più belli della Costa Azzurra, su fiumi di Champagne a Ibiza e nelle baite più chic di Cortina.

Il tempo correva velocemente e il principe decise di tornare a palazzo soltanto quando la regina disse lui che a palazzo era arrivato il suo nuovo Iphone.

In una sera di novembre, rimasto a casa a causa di un violento temporale, mentre si annoiava sul divano chattando su Tinder, la regina accorse a chiamarlo per avvertirlo che una ragazza in difficoltà aveva bussato alla porta in cerca di aiuto.

Il principe accorse subito per vedere la ragazza e ne rimase abbagliato, era bella, sexy, con delle bellissime forme e avrà avuto al massimo venticinque anni. “Sarà la tua sposa solo se è una principessa, non dimenticarlo”, gli disse la regina.

La ragazza e il principe cenarono insieme, lui le raccontò della sua vita e della fortuna che avrebbe avuto la sua futura moglie sposando un principe bello, ricco e influente come lui. Nel frattempo, la regina fece preparare il letto per la ragazza, mettendo un pisello sotto una serie di venti materassi.

La mattina seguente, durante la colazione, la regina chiese alla ragazza come avesse dormito e lei rispose che non era riuscita a chiudere occhio perchè c’era qualcosa di duro nel letto che le aveva dato fastidio. Improvvisamente la regina l’abbracciò con calore, “solo una vera principessa poteva avere la pelle tanto delicata da percepire la presenza del pisello” e mentre il principe, pensava già alla prima notte di nozze, le chiese “quando ci sposiamo?”

La ragazza, li guardò tutti e due perplessa e rispose “Per colpa di un pisello, ho un gran sonno, ho la pelle delicata, ma non sono una principessa e anche se lo fossi, non sposerei mai un quarantenne con il cervello di un liceale che trascorre il suo tempo su Tinder. Io sono in cerca dell’amore e non credo si trovi grazie ad un pisello in una camera di un palazzo reale. Detto questo, grazie di tutto e se qualcuno mi aiutasse a mettere in moto la mia smart, ripartirei volentieri in cerca dei miei sogni”

E’ possibile acquistare la sciarpa de “La principessa sul pisello” nei punti vendita Il Mondo è Mio Collection oppure online nel nostro shop (clicca qui)

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Turbante. Must have per l’estate 2017

Non si può di certo dire che non sia arrivata l’estate e mentre Caronte, con le sue temperature roventi, sembra essere il tema più diffuso nelle nostre conversazioni, tra un “ma che caldo fa” e un “accidenti a Caronte”, vorrei soffermarvi oggi su un altro tormentone estivo, il must have assoluto dell’estate 2017: il turbante.

turbante-il-mondo-e-mio-5Se fino a qualche tempo fa eravamo abituati a vedere il turbante come un copricapo tipico della tradizione araba e assai lontano non solo dalla nostra cultura, ma anche dalle nostre tendenze, oggi dobbiamo decisamente ricrederci e non ci resta altro che indossarne uno se vogliamo essere al passo con i tempi.

Per questa primavera estate, nomi importantissimi come Gucci e Dolce e Gabbana, hanno portato sulle passerelle il turbante visto e rivisto nelle forme e nei tessuti secondo l’outfit da indossare, per il giorno, per la sera, per la spiaggia, per la città, ma anche per una serata di gala.

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Se la moda del turbante è scoppiata questa estate, c’è da dire che le dive del passato, ma anche del presente, avevano già scelto e indossato questo accessorio di grande effetto in numerose occasioni.

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E non solo le dive, nel mio piccolo, anche io lo indosso già da un po’ di tempo e dal 2015, sul mio instagram, ho postato spesso foto dove indossavo il turbante fatto con le sciarpe in modal seta de Il Mondo è Mio Collection.

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Vi piacerebbe indossare un turbante, ma non sapete come fare a crearlo? Qui sotto potete trovare un tutorial di “come fare il turbante a rosa”

E per finire una gallery tutta dedicata al turbante, per qualsiasi domanda, non esitate a scrivermi!

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Manolo Blahnik e le sue creazioni migliori a Palazzo Morando

Quando penso a Manolo Blahnik, la prima cosa che mi viene in mente è Sex and the City. Era la fine degli anni novanta, quando la protagonista della serie, Carrie Bradshaw, indossava sempre scarpe meravigliose, che ho iniziato a chiedermi chi fosse lo stilista, il genio, il creatore di quelle meravigliose opere d’arte. Ed era sempre lui, Manolo Blahnik.
Per un soffio, sono riuscita a vedere la mostra “The art of shoes”, a lui dedicata, che per circa due mesi è stata ospite a Milano a Palazzo Morando con 212 delle sue creazioni.

manolo-blahnik-milanoDevo dire che è stato come fare un viaggio nella sua carriera artistica, dalle sue prime realizzazioni, passando per le grandi collaborazioni con il cinema, come la limited edition creata per la pellicola di Sofia Coppola, Marie Antoinette, la serie televisiva, seguita da due film, Sex and the City appunto, fino alle produzioni più recenti, scelte dai migliori negozi di tutto il mondo.

manolo-blahnik-milano-38Ed è impossibile non notare la ricerca del dettaglio e l’influenza artistica in ogni scarpa creata da Manolo Blahnik. Non c’è niente di ovvio o di commerciale in quelle che più di semplici calzature, rappresentano delle vere e proprie opere d’arte. Tessuti ricercati, accessori di ogni genere e forma, coralli, nappe, tacchi e forme decisamente inaspettati, pietre, fibbie, sono l’autentica dimostrazione della sua passione per l’artigianalità.

manolo-blahnik-milano-46Per chi non è riuscito a vedere la mostra “The art of shoes” a Milano, avrà ancora la possibilità di farlo in altre città del mondo, come San Pietroburgo, Madrid, Praga e ancora altre città dove è attesa, come credo tutti gli amanti della moda, del bello e dell’arte l’ abbiano attesa qui in Italia.

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